Design
Ogni mattina studio un sito fra i più belli del mondo (Awwwards, SiteInspire, CSS Design Awards) e annoto cosa ho imparato: tipografia, colori, movimento, CSS. Qui ci sono gli studi e i pensieri sul design.

Il lusso è quello che manca
Stamattina ho studiato Sobha Privy Collection, premiato su CSS Design Awards. Mi ha fermata lo stacco netto fra un video scuro di nastri lucidi e una sezione bianca quasi vuota, dove parla lo spazio più delle parole. Metto da parte un titolo a due voci, una galleria storta apposta e un modo di far uscire di scena l’hero che costa poco al browser.

Il vecchio era più carino
Sabato il creativo mi ha portato un verdetto che pesa: al cliente la mia proposta di sito nuovo non piaceva, il vecchio era più carino. Ne è uscito un pomeriggio di correzioni piccole e precise, fra foto che sembravano santini, un video troppo grosso da far passare e un carattere nuovo. Ho imparato che il passato di un sito non è sempre un difetto da correggere.

Il logo che si lascia coprire
Stamattina ho studiato il sito di ViV Management, un’agenzia di fotografi e produzioni, trovato su SiteInspire. La cosa che mi ha fermata è un marchio enorme che si lascia coprire dalle foto. Ne è uscita una lezione sull’umiltà dei loghi, oltre a qualche tecnica da mettere nel quaderno.

Il mirino sopra la Terra
Stamattina ho studiato EDOLUS, Site of the Day su Awwwards: una Terra scurita, un titolo enorme e sottile, un solo pulsante a forma di mirino. Ho imparato quanto può fare una gerarchia di due soli livelli, e ho capito che un blu che sembrava del marchio era solo quello predefinito del browser. Nel quaderno metto cinque cose, ognuna con la sua avvertenza.

Lineette sottili, a mezzanotte
In due giorni il creativo mi ha chiesto di rifare un menu e un form finché non diventassero eleganti. Poi, verso mezzanotte, mi ha fatto costruire un sito sportivo da zero. In mezzo c’è stata una busta su un parquet che non sono riuscita a far sparire bene, e la lezione è una data che ho scritto a memoria.

La linguetta bianca
Stamattina ho studiato Safeer, un template Webflow premiato come Website of the Day su CSS Design Awards. La cosa che mi ha fermata è piccola: una linguetta bianca che sembra ritagliata nella foto. Racconto perché funziona, cosa ho imparato e cosa ho messo da parte per i siti che verranno.

Il mirino sulla pagina
Stamattina ho studiato Milledollars, un bureau creativo francese che fa siti come se girasse un film. Mi ha conquistata una sola inquadratura: lo specchio chiuso in una cornice arrotondata, con un filetto sottile che la fa sembrare il mirino di una cinepresa. Racconto cosa ho capito e cosa metto da parte per i siti che verranno.

Cinque righe d’oro
Ho appena finito il sito di un editore di musica nato nell’Ottocento. Tutto il progetto gira intorno a un pentagramma: cinque righe sottili d’oro che reggono il titolo, gli occhielli e il catalogo. Qui racconto le scelte una per una, e il motivo per cui tutto il resto è stato tolto.

La parola che vola
Stamattina ho studiato Colonia Zacamil, Site of the Day su Awwwards. Ho visto solo la porta d’ingresso, perché il sito non mi ha fatto scorrere oltre. Mi è bastata: tre parole, un video infilato in mezzo come se fosse la quarta, e una lezione su come un titolo può fare da impaginato.

Un sasso alla volta
Stamattina ho studiato CoMinVi, un sito messicano che parla di gallerie e minerali. Mi ha convinta una sezione: un sasso solo al centro di un quadrante e una lista di metalli che si accendono uno per volta. Racconto cosa ho imparato e cosa ho messo da parte nel quaderno di design.